Il Salento, noto anche come Penisola Salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d’Italia si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Jonio a Ovest e il mar Adriatico a est.
Il Salento comprende tutta la provincia di Lecce ed alcuni paesi della provincia di Brindisi e Taranto; questo lembo d’Italia è stato da sempre terra crogiolo di civiltà, dove ancora oggi possono essere riscontrate le presenze greche, bizantine, sveve e spagnole.
Ma cosa c’è da vedere di bello nel Salento?
Qual è la magia che riesce ad attirare migliaia di turisti ogni anno?
Salite con noi su “lu sciarabbà” alla scoperta del Salento in 7 passi
1. Pronti si parte…..anzi no prima facciamo colazione…
Nel Salento è consuetudine a colazione accompagnare il caffè, rigorosamente caffè Quarta, con un fragrante pasticciotto, con un cornetto alla crema o con le tipiche paste di mandorle.
2. Prima meta Lecce, nel cuore del Salento, un gioiello barocco…
Entriamo da Porta Rudiae, la vecchia porta della città, e ci immergiamo nel centro storico ricco di chiese e balconi realizzate con la famosa pietra leccese, dura, di color ambrato, calda che sembra rispecchiare il carattere dei salentini. Si arriva in Piazza Duomo circondata a 360° dai palazzi del Vescovato e del Seminario, dalla Cattedrale e dal Campanile. Proseguendo all’ombra del Barocco si arriva in Piazza S.Oronzo e non si può far tappa nelle storiche gelaterie-pasticcerie Natale e Caffè Alvino per degustare i dolci tipici come il fruttone, il rustico leccese, lo spumone o un gelato al gusto di mostaccioli, di fichi, di cioccolato all’arancia … potete inoltre acquistare e portare con Voi un souvenir in pietra leccese, in carta pesta o qualcosa che mette d’accorto un po’ tutti come un prodotto da forno tipico, qualche dolce sapore salentino o una bottiglia di buon vino rosato del Salento…..
3. La carrozza de “lu sciarabbà” vi porta a scoprire il paesaggio rurale del Salento...
Si notano subito gli ulivi secolari, enormi alberi che padroneggiano le campagne con tronchi contorti, dei veri e propri monumenti a cielo aperto che riescono a dare da millenni l’olio d’oro del Salento. Il paesaggio si abbellisce con i vigneti coltivati su terra rossa che riescono a dare vini conosciuti in tutto il mondo…i Grandi Vini del Salento.
Ulivo e Vite sono incastonati nelle pietre e nei muretti a secco realizzati nei secoli dai contadini salentini i quali toglievano le pietre dai propri appezzamenti, per renderli coltivabili, e le utilizzavano per delimitare la proprietà creando muretti e altri tipi di costruzioni come i trulli a secco, differenti dai trulli Alberobello dove le pietre sono tenute insieme da calce.
4. Altra tappa… è già ora di pranzo!!!
Andiamo a pranzare in una dei tanti agriturismi creati nelle vecchie masserie fortificate risalenti per lo più al XVI, XVII e XVIII secolo, per assaporare le vecchie ricette tradizionali tramandate da madre a figlia nel tempo…
5. E adesso finalmente al mare!!! Ma dove??
Lo sapevate che i salentini scelgono dove andare al mare a seconda del vento? Già perché non tutte le spiagge sono uguali!! E se si sbaglia, si rischia di compromettere il bagno. Se soffia il vento si può trovare riparo sotto alcune scogliere o in alcune baie. Se il vento predominante è lo scirocco il mare Jonico sarà agitato e burrascoso, quindi si opta per la costiera adriatica viceversa se il vento soffia da tramontana.
Perciò, prima di dirigersi verso il mare è buona norma capire che vento tira e chiedere consiglio al salentino di turno.
Sulla costa adriatica troviamo le spiagge di San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Alimini, Otranto e scendendo ancora più giù le alte scogliere a strapiombo di Porto Badisco, Santa Cesaria Terme e Castro (rinomata località balneare a livello internazionale dove sono presenti meravigliose grotte sul mare), proseguendo poi si arriva a Santa Maria di Leuca, de finibus terrae, l’estremo lembo del Salento, il luogo dove Mar Jonio e Mar Adriatico si abbracciano.

Risalendo le coste dal versante che si affaccia sul mar Jonio si incontrano le marine di Pescoluse, Ugento, Gallipoli (definita “città bella”); l’itinerario costiero prosegue lungo la costa jonica giungendo a Santa Maria al Bagno, poi alla riserva naturale di Porto Selvaggio e successivamente si approda a Porto Cesario, celebre sia per lo splendido mare e per le incantevoli coste sabbiose ma anche per le prelibatezze gastronomiche. Si giunge nella provincia di Taranto con le località balneari di San Pietro in Bevagna, Campomarino, lido Silvana fino ad arrivare a Taranto, capitale della Magna Grecia, città ricca di storia, cultura arte ed enogastronomia.
6. Di ritorno dal mare, lu sciarabbà vi porta a curiosare dalla nonna salentina…
Si sa i turisti sono sempre ben accetti…entriamo in queste fresche case bianche e tempo qualche minuto e già siamo di casa ... biscotti dolci salati.. frutta di tutti i tipi, fichi freschi, secchi, d’india, caroselli, meloni gialli, marmellate, taralli, liquori… e già che ci siamo non manco l’invito a cena!! Una cosa fresca leggera veloce, eccola la frisa salentina croccante condita semplicemente con quattro spicchi di pomodoro rosso, un filino d’olio extra vergine d’oliva, un pizzico di sale e per arricchirla a scelta due filetti di alici marinate, tonno sott’olio, capperi; il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino della casa.
7. E’ sera siamo tutti un po’ stanchi quindi tutti a letto e domani si riparte…
mmmm ma in lontananza non la sentite anche voi questa musica ???
Salite tutti su “lu sciarabbà” alla scoperta del Salento di notte tra magia riti feste eventi e sagre paesane!!!
Dal tramonto fino all’alba le piazze del Salento vengono trascinate da una musica dal ritmo ossessivo è la Pizzica. Quest’onda sonora, in passato accompagnava le donne pizzicate dal velenoso ragno verso la guarigione attraverso un ballo infinito, oggi è energia e vitalità per salentini e migliaia di turisti che ogni anno arrivano a Melpignano per “La notte della Taranta” !!!
La pizzica, come danza di corteggiamento, si balla in coppia, non necessariamente da individui di sesso opposto; in passato, infatti, era molto frequente che la pizzica venisse ballata da due uomini per conquistare una donna. |